Durante un pomeridiano zapping compulsivo, ieri sono incappata in uno speciale dedicato a Michael Jackson, su MTV. Stavano trasmettendo il video di We are the world.
Così, ripensando al prof di sociologia, che diceva che lui il Festivalbar non lo seguiva per le canzoni, ma per studiare il ‘fenomeno’…sono rimasta a guardare un bel po’ di video. Il successivo è stato Liberian Girl (1989), che mi ha subito palesato – se ce ne fosse stato bisogno - il peso di Michael Jackson nello star system americano in quegli anni. Protagonisti del video sono i principali personaggi televisivi (e non solo) in voga al tempo: ho riconosciuto i Jefferson, Hulk, Whoopy Goldberg, John Travolta, Spielberg... Michael Jackson compare solo alla fine, come deus ex machina, figura aliena e senza tempo. Già fuori dal mondo ordinario.
Poi è stata la volta di Don't Stop 'Til You Get Enough (1979), un tuffo indietro di dieci anni. Qui l’ho trovato davvero bello, nel suo essere ancora immacolato: capelli e lineamenti ancora pienamente afroamericani, in smoking, sorriso smagliante, movimenti puliti. Candido.
Poi Bad, del 1987, dove compare già un pò plastificato, truccato, sbiancato. Ma non si può far a meno di rimanere ipnotizzati, la sua immagine buca lo schermo. Non c’è storia.
Infine è stata la volta di You are not alone. E qui c’è davvero da impressionarsi. Il video è del 1995. Michael Jackson in alcune scene compare quasi nudo, completamente glabro, bianco fantasmatico, tratti assolutamente femminei, capelli che più lisci non si può. L'involuzione è completata.
Nel guardare anche altri video provavo via via tenerezza per un artista (e mi astengo dal parlare dell’uomo) la cui aurea di candore era inversamente proporzionale ai suoi tentativi di diventare etereo. Sicuramente mal consigliato, sicuramente fragile, sicuramente sempre più solo nel voler sfidare le leggi della natura e del buon senso. In pasto ai media che probabilmente hanno contribuito a trasformarlo in un'icona bidimensionale, forse assecondando il suo desiderio.
Il mondo piange Michael Jackson, io no.
Non piango la persona, rimpiango l’artista. Ma lo rimpiangevo già in vita.
Rimpiango il Michael Jackson che non è mai stato.
- FramMenTo di: Amelina
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